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Ghizzano e Peccioli: arte e colori in Toscana

Ghizzano e Peccioli sono due magnifici borghi in Toscana, dove respirare arte contemporanea e colori.

Suggerisco di iniziare la visita da Ghizzano – in mattinata e non troppo tardi. Il paesino è molto piccolo (350 abitanti circa) ed è bello visitarlo in solitaria, senza turisti.

Ghizzano è uno dei borghi più belli della Toscana e nel 2019 la sua piccola Via di Mezzo è diventata un’opera d’arte. Tutto è nato con l’iniziativa “Tre progetti per Ghizzano” in cui tre artisti sono stati invitati a realizzare alcuni interventi e installazioni artistiche permanenti per valorizzare le vie del centro.

L’artista inglese David Tremlett ha dipinto le facciate delle case con una serie di wall drawings, riprendendo i colori della natura circostante.

Segnalo che oltre alla coloratissima Via di Mezzo, a Ghizzano si possono ammirare anche le installazioni di arte contemporanea di Patrick Tuttofuoco (che ritroviamo anche a Peccioli) e Alicja Kwade.

Proseguendo è possibile fare tappa anche al Teatro del Silenzio – anfiteatro naturale ricavato nella cornice delle colline di Lajatico, famoso perché nato dalla volontà del Maestro Andrea Bocelli. Per quasi un intero anno resta intatto nella sua perfetta armonia, animandosi solo in alcuni giorni con musica e danza.

E poi… Peccioli. Il borgo è stato premiato dal Touring Club Italiano con la Bandiera Arancione, riconoscimento che lo attesta tra i borghi più belli d’Italia.

Il peasino vanta un’importante ricerca nel campo dell’arte contemporanea. Con il progetto Cantiere Peccioli, condiviso tra Comune e abitanti, la città si è fatta promotrice di una serie di iniziative nel segno della cultura.

Da quasi trent’anni, infatti, artisti di fama internazionale creano opere ad hoc pensate per la cittadina e il territorio, destinate a restare nel tempo. Dagli enormi Gabbiani di Piazza del Popolo alle installazioni luminose di Vittorio Corsini che appaiono a sorpresa tra vicoli e portici, fino allo Sguardo di Peccioli, installazione in cui gli occhi degli abitanti sono stati fotografati e affissi lungo il Belvedere.

Da non perdere a Peccioli:

1. Palazzo Senza Tempo e la terrazza panoramica sospesa

Inaugurato a luglio 2021 e ristrutturato su disegno dell’architetto Mario Cucinella, il palazzo ospita numerose mostre temporanee e permanenti. Di fronte al Palazzo Senza Tempo, una grande terrazza di 600 mq sospesa, che regala una vista immersiva del paesaggio toscano.

2. Endless Sunset – la passerella colorata

Endless Sunset dell’artista italiano Patrick Tuttofuoco è una delle installazioni più “vistose” del borgo, colorata e divertente – come Tuttofuoco insegna.

Invece cosa non ho amato particolarmente ma molto fotografata – de gustibus: i Giganti di Peccioli. Le sculture in polistirene e poliuretano espanso alte fino a 9 metri mimano la loro resurrezione. Il gesto rimanda alla storia del luogo in cui nascono. Per chi non lo sapesse, Peccioli ha trasformato una delle più grandi discariche della regione in opportunità, diventando un modello di resilienza e sostenibilità. Infatti i Giganti sono posizionati tra le colline che circondano la vecchia discarica e fanno da barriera insieme al muro di contenimento realizzato da David Tremlett nel 2017.

Molto bello ma di cui non ho trovato informazioni, questo: guarda qui!

Quando sono stata io a Peccioli era in fase di cantiere, probabilmente più avanti ne sentiremo parlare.

Ghizzano e Peccioli sono la meta perfetta per una fuga andata e ritorno in giornata, oppure può far parte di un viaggio a tappe in Toscana.

F.


Cosa vedere e fare a Samos

Samos dal mare meraviglia e dalla grande storia.

Samos, nell’Egeo orientale, è un’isola dove storia e leggende antiche la fanno da padrone, insieme ad un mare-meraviglia e a paesaggi rigogliosi.

Probabilmente avete sentito parlare di Samos perchè è qui che è nato Pitagora ed è proprio qui che il filosofo e matematico ha inventato il famoso teorema. Ma l’isola è anche la casa di Hρα (Hera) – la sovrana dell’Olimpo, figlia di Crono e Rea, sposa di Zeus.

A riguardo consiglio di visitare Ireo, dove si trova per l’appunto il Tempio di Hera – che oltre ad essere Patrimonio Unesco, è tra i siti archeologici più importanti dell’Antica Grecia.

Il tempio è stato costruito tra il 570 e 560 a. C. in stile ionico. L’enorme edificio era lungo circa 108 metri, largo 54 e alto 25 – quattro volte il Partenone. La sua struttura interna era circondata da due file di colonne invece della fila unica generalmente utilizzata. In antichità erano presenti ben 155 colonne, di cui oggi solo una singola colonna è visibile. Un fregio continuo ornava la sommità delle pareti del pronao e della cella. Una strada sacra lastricata larga 4 metri e ornata con statue, collegava il santuario con la città di Pythagorion. 

Altro da visitare:

Vathi

Vathi è il capoluogo dell’isola e lo consiglio soprattutto per il Museo Archeologico.

Il Museo offre ai turisti importanti opere dell’antichità. Bellissimo il Giovinetto marmoreo di Kouros, alto ben 4,75 metri e incredibile il gruppo di statue emerse nel sito di Heraion, tra cui la Koré, gemella del pezzo che è al Louvre.

Paesini e piccoli porti di mare che mi sono piaciuti:

Pythagorion

La città di Pythagorion è il maggiore centro turistico di Samos e si affaccia all’interno del golfo di Tigani, lungo la costa meridionale dell’isola.

Qui molti ristoranti (abbastanza turistici), piccoli negozi di souvenir e la statua dedicata a Pitagora.

Kokkari

Kokkari è il tipico e pittoresco paesino greco sul mare. Caffè e taverne tradizionali direttamente sull’acqua, piccoli negozi dove comprare la frutta fresca e molta di quella semplicità che possiamo definire vera bellezza.

Le spiagge:

In generale, il mare è bello ovunque, ma nel dettaglio le spiagge che ho preferito sono:

Potami (Ciottoli e acqua limpida. Sul suo promontorio, la chiesa di St. Nicholas dall’architettura particolarissima)

Psili Ammos (Sabbia fine e mare cristallino. Ho trascorso qui la maggior parte delle giornate di mare)

La Casa di Dipinta

La Casa Dipinta è l’abitazione che Brian O’Doherty e sua moglie Barbara Novak hanno reso un piccolo gioiello.

La casa, a Todi in Umbria, si trova in centro all’interno di un edificio di origine ottocentesca, a pochi passi da Piazza del Popolo. Acquistata nel 1975 dall’artista irlandese Brian O’Doherty e dalla moglie Barbara Novak – docente universitaria e critica d’arte – non è particolarmente grande ma con un lavoro lungo 30 anni, è diventata una vera opera d’arte da abitare.

Le pareti di ogni ambiente vengono coperte da affreschi – linee, colori e forme geometriche – che si ispirano all’antico linguaggio celtico Ogham. Sull’architrave che separa la cucina dalla sala si leggono le parole “One Here Now”: Uno, Qui, Adesso – che sono una sorta di manifesto dell’artista. All’interno dell’appartamento sono ospitate alcune delle istallazioni di O’Doherty, che erano state precedentemente esposte anche in alcuni dei più importanti musei d’arte moderna del mondo.

I due vivono a New York ma quando vengono in Italia, amano ancora stare nella loro Casa Dipinta (che è totalmente funzionante).

La Casa Dipinta è considerata un unicum a livello mondiale.

Per vedere altre foto, guarda qui!

Tutte le info per la visita sono a questo link: La Casa Dipinta

*Per gli orari: controllare anche Google e/o scrivere una mail.

F.

Montenegro: cosa fare tra Kotor e Perast

Posso dire senza troppo pensarci che il Montenegro – nello specifico la zona tra Kotor e Perast – è decisamente sorprendente e affascinante.

Ho trascorso un paio di giorni in Montenegro, tra Kotor e Perast. Il tempo di soggiorno in questa zona varia dal tipo di viaggio e da cosa si cerca. In un viaggio a più tappe, qui si può venire anche solo per un giorno – mentre se ci si vuole rilassare per fare una vera e propria vacanza, si può stare anche qualche giorno in più o una settimana.

Iniziamo dalle basi. Dove si trovano Kotor e Perast? Fra le maestose Bocche di Cattaro che segnano il confine fra Croazia e Montenegro. Da qui, infatti, è facile raggiungere la perla della Croazia: Dubrovnik.

Kotor (Cattaro) tra il 1420 e il 1797 apparteneva alla Repubblica di Venezia e l’influenza di questa dominazione è ancora oggi visibile nell’architettura. La parte veneziana, circondata da un’imponente cinta muraria, è inclusa nella lista dei Patrimoni dell’umanità protetti dall’UNESCO. 

Come dicevamo qualche riga più su, la città si specchia nelle Bocche di Cattaro, un’articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e che ricordano vagamente, per il loro profilo frastagliato, i fiordi norvegesi.

Cosa vedere

Il centro storico di Kotor è piccolo e si gira a piedi in un’ora circa. Piazzette, chiesette e gattini – soprattutto questo.

Belle le mura difensive – un serpentone di pietra visibile pressoché da ogni punto della città – che in alcuni tratti sembrano quasi un prolungamento naturale della montagna. Per chi ama le camminate e le viste dall’alto, è possibile salire i 1350 gradini lungo il colle San Giovanni e godere della vista sui tetti rossi del centro storico e sulle Bocche di Cattaro. Due ingressi per iniziare la salita: in prossimità della Porta Sud e della Porta Nord.

Segnalo anche la Cattedrale di San Trifone, che è l’edificio più maestoso di Kotor. Si tratta di una chiesa cattolica del XII secolo che conserva le reliquie del santo patrono della città. La chiesa fu più volte danneggiata da terremoti e ricostruita; le torri campanarie in stile barocco sono state aggiunte nel 1667. L’interno è in stile romanico, con colonne corinzie alternate a pilastri in pietra rosa.

Dopo aver passeggiato tra le vie di Kotor, spostatevi a Perast, facilmente raggiungibile in taxi o con Hop-On-Hop-Off.

Io ho optato per Hop-On-Hop-Off viste l’audio-guida sul bus e la visita guidata a Kotor incluse.

Perast è una piccola cittadina con alcuni negozietti, una piazza con un ufficio postale e ristoranti direttamente sull’acqua. Posso dire che il suo panorama è tra i più rilassanti mai visti e (ad aprile quando ci sono stata io) il glicine è in fiore ovunque.

Da qui partono molti taxi-boat che vanno sull’isola della Madonna dello Scalpello, detta anche Lady of the Rocks. Incantevole da vedere dalla riva e dall’acqua, è un’isoletta artificiale costruita sopra a un piccolo scoglio.

Secondo la leggenda, l’isolotto fu costruito nel corso dei secoli da marinai locali che mantennero un antico giuramento dopo aver trovato l’icona della Madonna col Bambino su uno scoglio in mare. Al ritorno da ogni viaggio riuscito, posarono una roccia nella baia. Nel corso del tempo, l’isolotto è emerso gradualmente dal mare. L’usanza di lanciare sassi in mare è viva ancora oggi. Ogni anno, al tramonto del 22 luglio, si svolge un evento chiamato fašinada nel dialetto locale, quando i residenti locali prendono le loro barche e lanciano sassi in mare, allargando la superficie dell’isola.

Il Montenegro è un luogo dove il turismo si inizia ad affacciare ora – e questo fa si che qui si possa respirare ancora una bellezza autentica. Consigliatissimo.

Ho parlato anche della tappa successiva di questo viaggio: Bari che ho amato tantissimo.

F.

Cosa fare a Bari vecchia

Sette cose da fare a Bari Vecchia

Sono stata a Bari, nella città vecchia più precisamente, per una mattinata ed questo il tempo che serve per visitarla, soprattutto se non è la vostra tappa principale. Per esempio, io tornavo da un viaggio in Montenegro. Se avete più tempo, fermatevi pure perchè la città è davvero piacevole.

Si respira un’aria che fa bene. Ci sono le signore che fanno le orecchiette in mezzo alle vie, quelli che vendono i taralli all’ombra di un ombrellone da spiaggia e c’è tanta vita lenta – come amo chiamarla io; quella che nelle grandi città spesso ci manca. Bari è come tuffarsi in un lungo respiro di bellezza e semplicità.

Ecco le sette cose che vi consiglio di fare se siete a Bari vecchia:

  • Salire sulle mura e fare il lungomare

Molto bello e da poco ristrutturato, il lungomare di Bari è un piacevole percorso che vi accompagna con la giusta lentezza alla scoperta della città vecchia. Percorrete le mura e poi addentratevi nei vicoli, è lì che si svolge la vita vera.

  • Basilica di San Nicola

Beh, chi è che si trova a Bari e non fa visita a San Nicola? La basilica di San Nicola, si trova nel cuore della città vecchia, ed è uno tra i più importanti edifici di culto della Chiesa cattolica; oltre a costituire uno degli esempi più significativi di architettura del romanico pugliese.

  • Largo Bicocca

In realtà “Largo Albicocca” – ma i ragazzi pugliesi che me ne hanno parlato la chiamavano Largo Bicocca e quindi mi sembra giusto seguirli. È una vecchia piazzetta molto suggestiva e da qualche parte ho letto che la chiamano “La piazzetta degli innamorati”. Per innamorarsene totalmente, segnalo la Pizzeria Di Cosimo Mauro.

  • Andare da Nunzia e dalle signore della pasta a comprare le orecchiette

Esiste un’immagine più famosa di questa? Non credo.

  • Mangiare i panzerotti 🧏🏻‍♀️

Ovunque vi capiti, sempre buonissimi. Io li ho ordinati in uno di quei posti “sinceri” (di cui non ho fatto caso al nome sorry) e me li hanno preparati al momento con il ripieno che volevo. In una mattina di fine aprile, al sole e con uno spritz. C’è una definizione migliore per descrivere il paradiso?

  • Mangiare (almeno un piatto di) riso patate e cozze

Altra cosa da assaggiare, riso patate e cozze. In un posto qualsiasi tanto a Bari è buono tutto sempre mi è parso di intuire.

  • Godersela

Ultimo consiglio: godersela. Bari è una città dove è bello camminare e fermarsi a mangiare o comprare cose locali, un pò dove capita. Senza stare troppo a pianificare e senza avere un ordine ben preciso delle cose da fare.

Il museo archeologico di Alessandro Magno a Pella

Dove si trova la corona di Alessandro Magno?

Durante il mio viaggio tra le Meteore, Salonicco e il Monte Athos ho visitato lo stupefacente Museo Archeologico di Pella.

Il Museo si trova – appunto – a Pella, l’antica capitale del regno di Macedonia. Progettato dall’architetto Costas Skrumpellosa, nel 2009 ha aperto le sue porte ai visitatori.

Un’architettura moderna e ben organizzata. Cinque sezioni tematiche in cui è possibile ammirare grandi mosaici che rappresentano scene di vita quotidiana e gesta eroiche. Manufatti, sculture, monete, gioielli, frammenti architettonici. Armature. Ma sopratutto lei, la corona d’oro del re di Macedonia, erede della dinastia degli Argeadi e figlio di Filippo.

L’uomo o il dio – a seconda delle interpretazioni – che è stato Alessandro il GrandeAlessandro il ConquistatoreAlessandro il Macedone, è considerato uno dei più celebri strateghi della storia. In soli dodici anni conquistò l’intero Impero persiano. Un territorio immenso che si estendeva dall’Asia Minore all’Egitto fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Potete immaginare quanto grande fosse il suo tesoro? In questo museo ve ne farete un’idea.

Insieme al museo, c’è un sito archeologico incredibile: proprio quello dell’antica Pella, dove Alessandro è nato il 20 (o 21 luglio) 356 aC. Particolare fortuna è la vostra di trovarvi qui. Avrete l’onore di camminare nell’antica Agorà, arrivata a noi come un gioiello. Insieme ai resti della piazza, ci sono ancora il Tempio della Madre degli Dei e di Afrodite. La casa di Dioniso, quella di Poseidone e quella di Elena. Mentre i pavimenti, decorati con splendidi mosaici, del Tempio di Darrona sono all’interno del museo.

Per tutte le info: Museo Archeologico di Pella

F.

English version

Where is the crown of Alexander the Great?

During my journey between the Meteora, Thessaloniki and Mount Athos I visited the amazing Archaeological Museum of Pella.

The Museum is located – in fact – in Pella, the ancient capital of the kingdom of Macedonia. Designed by architect Costas Skrumpellosa, in 2009 it opened its doors to visitors.

A modern and well-organized architecture. Five thematic sections where it is possible to admire large mosaics representing scenes of everyday life and heroic deeds. Artifacts, sculptures, coins, jewels, architectural fragments. Armature. But above all she, the golden crown of the king of Macedonia, heir of the Argeadi dynasty and son of Philip.

The man or god – depending on the interpretations – which was Alexander the Great / Alexander the Conqueror / Alexander the Macedonian, is considered one of the most celebrated strategists in history. In just twelve years he conquered the entire Persian Empire. An immense territory that extended from Asia Minor to Egypt up to the current Pakistan, Afghanistan and northern India. Can you imagine how big his treasure was? In this museum you will get an idea.

Along with the museum, there is an incredible archaeological site: precisely that of ancient Pella, where Alexander was born on 20 (or 21 July) 356 BC. Your luck is to find you here. You will have the honor of walking in the ancient Agora, which came to us like a jewel. Along with the remains of the square, there is still the Temple of the Mother of the Gods and Aphrodite. The house of Dionysus, that of Poseidon and that of Helen. While the floors, decorated with splendid mosaics, of the Temple of Darrona are inside the museum.

More info: Archaeological Museum of Pella.

F.

Primitivo di Manduria: uno speciale museo

Manduria, patria – unica e sola – del rosso più famoso di Puglia, ospita uno speciale museo.

Il Museo della civiltà del vino Primitivo si trova all’interno della Cantina Produttori di Manduria. Una dimensione unica in cui l’aspetto principe è il vino – insieme a chi lo produce e lo ha prodotto da sempre.

Con “una forte vocazione alla memoria”. Per non dimenticare mai le origini del Primitivo di Manduria e del mondo contadino a cui appartiene. Il museo allestisce scene di vita vera all’interno delle cantine ipogee di età ottocentesca. Stanze, officine, cucine. Botti, carri e aratri. Scenderete – nel vero senso della parola – in un mondo lontano restandone totalmente affascinati. Vivrete una catarsi nel passato e nella storia.

“Il Museo diviene così un ponte tra il passato e il presente dell’agricoltura, della vinificazione e di tutto un mondo scandito dal ritmo dei gesti dei contadini di ieri e di oggi.”

Ma in un museo del vino non si guarda e basta. Si beve e si mangia. E qui lo si fa davvero bene.

Tovaglie rosse a quadretti, bicchieri traboccanti di Primitivo di Manduria e teglie piene di orecchiette. Il tutto accompagnato da fave fritte – mai cibo è stato più delizioso – e polpettine. A chiudere dolcetti e grappe.

Per visite enogastronomiche è bene prenotare. Tutte le info: Produttori vini Manduria + Museo del Primitivo di Manduria.

F.

English version

Manduria, the homeland – the only and only one – of the most famous red of Puglia, houses a special museum.

The Museum of the Primitivo wine civilization is located inside the Cantina Produttori di Manduria. A unique dimension in which the main aspect is wine – together with those who have always produced and produced it.

With “a strong vocation to memory”. To never forget the origins of the Primitivo di Manduria and the peasant world to which it belongs. The museum displays scenes of real life in the nineteenth-century underground cellars. Rooms, workshops, kitchens. Barrels, carts and plows. You will descend – in the true sense of the word – in a distant world remaining totally fascinated. You will experience a catharsis in the past and in history.

“The Museum thus becomes a bridge between the past and the present of agriculture, winemaking and a whole world marked by the rhythm of the gestures of the farmers of yesterday and today.”

But in a wine museum you just don’t look. Drink and eat. And here it is done really well.

Checkered red tablecloths, overflowing glasses of Primitivo di Manduria and pans full of orecchiette. All accompanied by fried beans – never food was more delicious – and meatballs. To close sweets and grappas.

For wine and food tours it is good to book. All info: Produttori vini Manduria + Museo del Primitivo di Manduria.

F.

Un ARCHEO-AEROPORTO a Brindisi

Avete mai immaginato aeroporto/museo?

A Brindisi, l’Aeroporto del Salento, non è soltanto luogo di partenze e arrivi. In fila al Gate distogliete lo sguardo dalla valigia del vostro vicino e piuttosto guardate i meravigliosi reperti qui esposti.

L’aeroporto nasce negli anni venti con la realizzazione di una pista militare. Oggi, principale punto di arrivo in Salento, ha funzione civile. Negli ultimi anni visto l’incremento del traffico, è stato ampliato – e nonostante le sue ancora piccole dimensioni, è una vera perla.

Una volta superati check-in e controlli sarete ai Gate. Forme sinuose sia nella copertura che nelle pareti, a ricordare il mare della Puglia. Grandi vetrate per ammirare l’azzurro del cielo. E un tocco di fluo a rendere il tutto un pò frizzante.

Vicino il Duty Free troverete un vero e proprio tesoro. Una scimmia di origine egizia, statue e anfore ritrovate in fondo al mare. Video e proiezioni per immergersi – in tutti i sensi – nella storia. Un allestimento azzeccato, che rende suggestiva la scoperta dell’Antica Puglia.

Questa esposizione ha la forza di stuzzicare la vostra attenzione con il suo aspetto accattivante. Poi è un attimo e vuoi vedere altri mille musei e scavi archeologici. L’aggettivo da usare è: divertente. Si, perché cattura lo spirito curioso di chi lo guarda in modo giocoso. Un viaggio vero e proprio nella storia. A portata di grandi e bambini – o di grandi con gli occhi da bambini.

F.

Torno per cena

Have you ever imagined an airport as an archaeological museum?

In Brindisi, the Aeroporto del Salento, it is not just a place for departures and arrivals. In line at the Gate, look away from your neighbor’s suitcase and rather look at the wonderful exhibits on display here.

The airport was born in the 1920s with the construction of a military runway. Today, the main point of arrival in Salento, it has a civil function. In recent years due to the increase in traffic, it has been extended – and despite its still small size, it is a real gem.

Once passed check-in and controls you will be at the Gates. Sinuous shapes both in the cover and in the walls, to remember the sea of Puglia. Large windows to admire the blue of the sky. And a touch of fluorescent to make it all a little sparkling.

Near the Duty Free you will find a real treasure. A monkey of Egyptian origin, statues and amphorae found at the bottom of the sea. Videos and projections to immerse yourself – in all senses – in history. An apt set-up that makes the discovery of Ancient Puglia evocative.

This exhibition has the power to whet your attention with its captivating appearance. Then in an instant it makes you want to see other thousand museums and archaeological excavations. The adjective to use is: fun. Yes, because it captures the curious spirit of those who look at it – in a playful way. A real journey in the history. For adults and children – or adults with children’s eyes.

F.

Torno per cena

Le camaleontiche Dune di Campomarino

Metti un paio di cuffiette, scegli la tua canzone preferita e premi play. Qui, al tramonto.

Le Dune di Campomarino, nel comune di Maruggio, sono uno dei luoghi naturali più belli che ho incontrato nel mio viaggio in terra di Puglia. Insieme alla Salina dei Monaci, offrono un panorama unico al mondo.

Con un’altezza di 12 metri, queste dune di sabbia si affacciano direttamente sulla costa. Ginepro e timo si mischiano al finocchio marino. Le stagioni mutano i colori della macchia mediterranea e il mare si veste del suo azzurro più acceso quando esce fuori il sole.

E’ proprio questo suo cambiare continuo a renderla ancora più speciale. In ognuno dei dodici mesi dell’anno si susseguono colori e forme sempre differenti. Da tornarci e tornarci ancora. Per vederle in Autunno con un cielo che promette tempesta e in Estate quando la sabbia è ocra e il mare trasparente.

Per tutti i Born Romantic come me: il luogo dove riallinearsi con il resto dell’universo, in un pomeriggio di inizio Ottobre quando in spiaggia non c’è nessuno.

F.

Torno per cena

English version

Put on a pair of headphones, choose your favorite song and press play. Here, at sunset.

The Dunes of Campomarino, in the municipality of Maruggio, are one of the most beautiful natural places I have encountered on my trip to the land of Puglia. Together with the Salina dei Monaci, they offer a unique view of the world.

With a height of 12 meters, these sand dunes face directly onto the coast. Juniper and thyme mix with sea fennel. The seasons change the colors of the Mediterranean maquis and the sea dresses in its brightest blue when the sun comes out.

It is precisely this change that continues to make it even more special. Colors and shapes change in each of the twelve months of the year. Come back and come back again. To see them in Autumn with a sky that promises a storm and in Summer when the sand is ocher and the sea is transparent.

For all Born Romantic like me: the place to realign with the rest of the universe, on an early October afternoon when nobody is on the beach.

F.

Torno per cena

Salina dei Monaci: dove volano i fenicotteri

“Fenicotteri rosa volar…”

Si si ok erano elefanti rosa e Dumbo di Tim Burton non sarà mai al livello del cartone. Ma non è questo il punto. Il punto è che vicino Oria c’è un posto magico dove volano i fenicotteri. E’ la Salina dei Monaci.

Siamo precisamente nella Riserva naturale regionale orientata di Torre Colimena.

Il luogo prende il nome da un episodio di natura storica. Intorno all’Anno Mille dei monaci hanno notato che l’acqua marina qui si depositava in una depressione naturale durante le mareggiate, così crearono un canale di scorrimento e la salina ebbe vita.

Luogo suggestivo e delicato. Un lembo di terra divide la salina dal mare cristallino e crea delle dune di sabbia fine. In base alla stagione i colori mutano e la vegetazione assume forme nuove.

Un’esplosione di macchia mediterranea e mirto, dove i fenicotteri per un lungo periodo dell’anno trovano rifugio. In realtà la salina è popolata anche da molti altri animali, come ad esempio aironi, falchi, gufi, ricci e volpi.

Torri di avvistamento alla Moonrise Kingdom e un percorso tra le ginestre completano la meraviglia di questo angolo di Puglia.

PS: L’ingresso è libero | no ticket, no orari di apertura/chiusura.

F.

ENGLISH VERSION

“Pink flamingos on Parade…”

Yes yes they were pink elephants and Tim Burton’s Dumbo will never be at the level of the cartoon. But this is not the point. The point is that near Oria there is a magical place where flamingos fly. It is the Salina dei Monaci.

We are precisely in the Torre Colimena oriented regional nature reserve.

The place takes its name from an episode of a historical nature. Around the year one thousand monks have noted that the seawater here was deposited in a natural depression during storms, so they created a sliding channel and saline had life.

A suggestive and delicate place. A strip of land separates the salt from the crystal clear sea and creates fine sand dunes. Depending on the season the colors change and the vegetation takes on new forms.

An explosion of Mediterranean scrub and myrtle, where flamingos find refuge for a long period of the year. In fact the saline is also populated by many other animals, such as herons, hawks, owls, hedgehogs and foxes.

Watch towers at the Moonrise Kingdom and a path among the brooms complete the wonder of this corner of Puglia.

PS: Free | no ticket, no opening / closing times.

F.